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Sentirsi a casa nel mondo

Sentirsi a casa nel mondo

Durante la prenotazione dei miei viaggi, Booking rimane una parte importante perché trova sempre l’hotel giusto per le mie esigenze. Con la nuova possibilità di affittare appartamenti, i miei viaggi preferiti non sembrano più un sogno, già mi immagino tra i fiordi scozzesi o sulle coste dell'Islanda.

"Perché i viaggi sono ancora più belli se ti senti a casa"

Con il mio codice sconto di 25 euro (https://www.booking.com/s/b06e3e15 ) avrete la possibilità di organizzare i vostri prossimi viaggi con una spinta in più!

Cosa ne pensate? Il soggiorno sarà diverso ed io non vedo l’ora di provarlo!

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Risotto al Radicchio Trevigiano

Risotto al Radicchio Trevigiano
"Aspettando la primavera che fatica ad arrivare", il titolo giusto per una canzone che racconta questo periodo dell'anno. Tra la pioggia e SZA che apre la mia  playlist di Spotify ho deciso di raccontarvi il risotto a l Radicchio. Dopo un pomeriggio tra i vicoli di Treviso,una volta tornata a casa ho deciso di provare a reinterpretare il risotto al radicchio, una ricetta che mi ha sempre interessato ma per la quale non ero ancora riuscita a trovare una chiave di lettura.                                   Ingredienti:
  • 4 tazze di Riso ( io uso la qualità Roma )
  • 400gr di Radicchio
  • 50 gr di Scalogno
  • Brodo Vegetale 1l
  • Olio Extravergine d'oliva
                                                                Preparazione
  1. Lavare il Radicchio e pulirlo togliendo la parte bianca
  2. Preparare il Brodo vegetale
  3. Tagliare finemente lo Scalogno e farlo soffriggere con olio già caldo
  4. Far rosolare il Radicchio con lo scalogno
  5. Aggiungere il riso con due cucchiai  di brodo
  6. Continuare a mescolare per mezz'ora finché il risotto con il radicchio sia ben amalgamato
  7. Aggiungere sale e pepe (io ho aggiunto un cucchiaino di peperoncino
  8. Aggiungere Parmigiano Reggiano a fine cottura
Ps: Nella Versione vegan non ho messo Parmigiano Reggiano ma ho usato le nuove Sottilette Vegan che si sono amalgamate e hanno insaporito ancora di più il risotto.

Torta Margherita le Soffici cameo con fragole e cioccolato.

Torta Margherita le Soffici cameo con fragole e cioccolato.
Preparare una torta ha per me un valore affettivo ma anche evocativo. Mi piace coccolare le persone che amo con gusti semplici, autentici che raccontano, in fondo, chi sono, chi voglio essere, ma anche da dove arrivo. I ricordi e le esperienze s’intrecciano inevitabilmente e fortemente al nostro dna e plasmano il nostro carattere, la nostra tempra e le sfumature che ci rendono uniche. Per questo, quando mi accingo a cucinare i dolci, non posso fare a meno di ricordare quei momenti, tanto soffici quanto amabili, della mia infanzia. Immancabile era la torta della domenica, preparata rigorosamente dalla nonna. Solo lei era capace di prepararla in quel modo che a tutti noi piaceva tanto: soffice e profumata. E così, anch’io, cerco ogni volta di dare ai dolci quel tocco di morbidezza che mi evoca la sua armoniosa maestria. Certo, ora tutto è più facile grazie agli impasti freschi Le Soffici cameo. Bastano davvero pochi semplici gesti per sfornare una torta deliziosa e soffice, come sapeva fare la nonna. Ed è ancora più bello poterla personalizzare con gli ingredienti che più si addicono al proprio gusto: io, per esempio, ho provato la Torta Le Soffici cameo al classico gusto margherita a cui ho aggiunto le prime fragole di stagione e il cioccolato fondente. Un abbinamento invitante, non vi pare?

Ingredienti:

  • 1 busta Le Soffici cameo gusto Margherita
  • 500gr di fragole
  • 70 gr di cioccolato fondente
Preparazione: Accendere il forno a 165° C Imburrare ed infarinare il fondo di uno stampo per torta (diametro ideale 22-24 cm) Versare il contenuto nello stampo Tagliare le fragole (lasciarne alcune per la decorazione) Versare le fragole nello stampo a vostro piacere (io le ho disposte a forma circolare) Tritare il cioccolato e versarlo nella torta Infornare la torta sul ripiano inferiore del forno per 35-45 minuti Quando la torta è pronta, decorarla con le fragole.

Ed eccolo il mio “soffice” capolavoro! Ho deciso di proporlo durante una festa di compleanno, riscuotendo la mia parte di successo e alla domanda “quale è il segreto?” mi è bastato rispondere “Le Soffici Cameo”.

Scopri di più su " http://www.cameo.it/it-it/i-nostri-prodotti/panoramica.html "

Un tiramisù dal sapore Orientale con un pizzico di Sicilia

Un tiramisù dal sapore Orientale con un pizzico di Sicilia
Il tiramisù è il primo dolce che ho cucinato in versione vegan e che mi è rimasto nel cuore. Conteso tra Treviso e Gorizia è un dolce ricco di storia, che affascina in tutte le sue varianti e così ho deciso di rivisitare la ricetta base per trasformare il tutto in un connubio di sapori siciliano/orientale.
  • Ingredienti
  • 500 ml di latte di Soia
  • 100 g di zucchero
  • 2 cucchiai di fecola di patate
  • Aroma di vaniglia
  • 150 ml di panna di soia
  • Mandorle 80g
  • Tè Matcha
Preparazione Sciogliete la fecola con un frullatore, aggiungendo 200 ml di latte e zucchero. Quando la fecola sarà sciolta portate ad ebollizione con il resto del latte per circa 5 minuti, mescolando con una frusta e lasciando poi raffreddare. Aspettate due ore perché il tutto sia completamente freddo, montate a parte la panna di soia e aggiungete poi l'aroma e le mandorle granulate. Nel frattempo bagnate leggermente i biscotti con il tè matcha che dovrà essere sciolto. Quando tutte le preparazioni sono pronte, decidete come servire il vostro tiramisù!   Vi consiglio di servirlo in piccole coppette! Per rendere più elegante la vostra coppetta vi consiglio di spolverare del tè matcha in polvere e della granella di mandorle. Mettete in frigo ben coperto e lasciate raffreddare, sarà pronto dopo un paio d'ore! Spero che vi sia piaciuta questa ricetta alternativa!  

Una culla chiamata Valtellina

Una culla chiamata Valtellina
Il mio viaggio in  Valtellina è stato un incontro sensoriale, ricco di scoperte che ti riscaldano il cuore. La Wine road è stata la prima tappa. Il tatto e l'olfatto mi hanno accompagnato durante la visita ai vigneti e alle cantine, dove Davide mi ha accolto raccontando l'amore per la sua terra e la voglia di dimostrare che la Valtellina è un territorio che offre opportunità per un futuro nuovo. Proprio per queste ragioni, Davide e il suo socio, partendo dal nulla, hanno realizzato un sogno dando vita a DIRUPI  ( http://www.dirupi.com/default.asp?sigla=it-it&ger=&ass=&nnew= ) un'azienda con nuovi punti di vista che scommette sul turismo, sulla bellezza della Valtellina e sul biologico creando una grande sensibilità verso gli altri produttori. Il loro Nebbiolo delle Alpi regala al mio olfatto la voglia di mettersi in gioco. Arrivata tra i Vigneti di Mamete  ( http://www.mameteprevostini.com  ) mi sono immersa tra loro e ho ascoltato la storia di una famiglia la cui storia parla di continui rinnovamenti. Nuove tecniche di lavoro e sostenibilità sono le parole chiave per descrivere la loro metodologia di lavoro, che da sempre si fonda su "Gusto, Fragranza e Piacevolezza". La Giornata alla scoperta della Wine Road si è conclusa scoprendo due aziende che hanno come parola d'ordine FAMIGLIA. Arpepe ( https://www.arpepe.com  ) è stata una scoperta continua. La loro cantina racconta una storia passo dopo passo, dalla lunga macerazione allo studio del dettaglio anche per i tappi delle loro bottiglie - che per molti può essere insignificante ma per chi lavora con il vino è uno degli elementi principali.                               Arrivati a Sondrio ci siamo avventurati nell'azienda Marsetti  ( http://www.marsetti.it/it/ ) , una delle più antiche della Valtellina. Il loro vino è un incontro di sapori che rivela la loro passione per la vite e per la tradizione, nascosta nel centro storico è sicuramente uno dei punti più interessanti da visitare a Sondrio. La seconda tappa è stata caratterizzata dalla vista e dal gusto, scoprire il Parco delle Incisioni Rupestri (http://parcoincisionigrosio.org) mi ha riportato indietro negli anni e ho immaginato la felicità di un bambino che vede con i suoi occhi la storia che legge sui libri e ci siamo avventurati sui resti del castello per ammirare dall'alto la culla che stiamo scoprendo. Come in ogni viaggio ho messo in primo piano il mio amore per la cucina italiana e mi sono immersa nei sapori valtellinesi, innamorandomi degli Sciatt e dei Pizzoccheri assaggiati nell'Osteria Roncaiola ( https://www.osteriaroncaiola.it ) mentre ammiravamo la bellissima vista del ristorante. Uno dei posti caratteristici che mi ha colpito a Sondrio è stata la trattoria dell'Olmo ( http://www.iolmo.it/default.asp?w=1199 ) un locale curato dalla particolarità delle biciclette sul soffitto alle sue birre artigianali che ci ha dato la possibilità di passare una bellissima serata.   Tirano è stata la nostra ultima tappa del viaggio. Prima di salire a bordo del Trenino Rosso del Bernina  https://www.rhb.ch/it/home ci siamo fatti guidare in una visita alla scoperta della città. Ricca di palazzi e vicoli storici che racontano di nobiltà e tradizioni tramandate da padre in figlio, la località abbraccia una filosofia di vita unica scandita da arte, storia e racconti dal grande fascino.                                                                             Dalla panetteria nel centro storico alla famiglia Merizzi che, con il loro palazzo vogliono far rivivere la storia, Tirano si rivela una piccola gemma valtellinese tutta da scoprire. Il risveglio al nuovo hotel Lifestyle Room Binario Zero mi ha ricordato gli chalet immersi nelle montagne e anche in queste dependance ho trovato la tranquillità che si può trovare lì. (http://www.saintjane.it/it/dependance-binario-zero/descrizione  ) É iniziata la nostra avventura sul Trenino Rosso del Bernina realizzando un piccolo sogno. Finalmente ho potuto raccontare attraverso i miei scatti un percorso naturalistico che lascia senza fiato. Attraversare il confine passando per le Alpi è stato un continuo cambio di paesaggi ai nostri occhi che ha regalato un ottimo finale per questo viaggio incredibile.        

Alla scoperta di Ancona con Lucia Mascino

Alla scoperta di Ancona con Lucia Mascino
Progetto in collaborazione con Regione Marche. Partire per le Marche è stata una delle esperienze che porterò con me quest'anno, una regione così variegata nel suo insieme, così ricca di luoghi diversi tra loro che è difficile non innamorarsene. Per questa esperienza sono partita da sola come parte del progetto “Viviamo le Marche”, che mi ha portata a conoscere Lucia Mascino, attrice di origine marchigiana e testimonial, insieme ad altri, di questa campagna promozionale. La mia tappa ha avuto luogo ad Ancona, capoluogo di regione, circondata dal mare dove è possibile ammirare alba e tramonto, cosa unica in Italia. Conoscere e trascorrere una giornata intera con Lucia Mascino mi ha permesso di capire il suo legame con il mare e apprezzare i ricordi che ha di questa città. Percorrendo le vie della città dorica ci siamo ritrovate a scoprire vicoli nascosti; alla Mole Vanvitelliana, una struttura pentagonale sull’acqua, Lucia mi ha spiegato l’importanza che questo luogo ha avuto nella sua vita e carriera professionale, una sorta di seconda casa grazie al teatrino dove si esibiva da giovane e al Circolo Velico Stamura. Mi ha raccontato le sue vacanze da bambina e il crescere lì tra le barche e il profumo del mare. Arrivare poi al Passetto, spiaggia anconetana per eccellenza, è stato come entrare all'interno di una fotografia e renderla viva, uno dei fili conduttori di tutti i miei viaggi. I grottini, piccole grotte un tempo appartenenti ai pescatori del luogo ed oggi prevalentemente utilizzati da privati per trascorrere le giornate estive al mare, rendono questa spiaggia un posto unico e trasmettono un clima di familiarità e convivialità. La mia esperienza si è conclusa al porto, con cui la città di Ancona ha un legame indissolubile, precisamente al molo della Lanterna Rossa, dove abbiamo ammirato un tramonto stupendo sul mare, che ci ha regalato colori meravigliosi. #VIVIAMOLEMARCHE #AD